Tra Cannes, Locarno, Venezia


A stagione (quella dei grandi festival) ormai volta al termine. Con qualche residuo, qualche evento ancora da consumarsi oltre oceano. Dopotutto, ed è vero, non giriamoci attorno, il Toronto Film Festival guadagna terreno e New York riesce a sottrarre al veterano dei Festival del Cinema (Venezia) titoli di prestigio come quest’ anno l’ ultimo lavoro di P.T. Anderson e Gone Girl di Fincher. E tutte le giustificazioni, seppur precise nella loro dialettica, del direttore Barbera (con Muller era un altra storia) suonano un po come una sconfitta. O se volete come un “accontentiamoci”. Che è ancora peggio. La sfida del direttore di Venezia: quella di puntare alla qualità intrinseca delle opere, rimane comunque molto interessante. Non perdiamoci però in questo genere di discussioni, che ci porterebbero via molte righe. Piuttosto parliamo di cosa c’ è da vedere. Meglio, cosa probabilmente vedremo. Si sa la pigrizia dei distributori è un brutto affare.

– Beh innanzitutto c’è la Palma d’ Oro. Film-fiume del grande turco N.B. Ceylan: Winter Sleep. Tra i titoli più attesi tra settembre ed ottobre. E particolarmente atteso anche da me, che di Ceylan sono un ammiratore spudorato. L’ unica cosa che mi intimorisce un attimo è la verbosità: il movimento incessante (shakespeariano) delle labbra, in un fluire continuo di parole. Il gran turco ci aveva abituato a ritmi blandi, dilatati e proprio per questo inquietanti. Attimi fermi di cinema. Vedremo. Io ci spero molto, ma molto potrebbe cadere. Da Cannes comunque le recensioni sono state se non altisonanti ed inneggianti certamente perlopiù entusiaste. Di seguito il trailer

– Sempre da Cannes, The Tribe. Anche presentato a Locarno, successivamente. Un altro film dal forte potenziale. Che potenzialmente non vedremo. Sesso, violenza, senza dialoghi. Neanche uno. Perché come spiega il trailer del film di Myroslav Slaboshpytskiy, per spiegare tutto ciò non c’ è bisogno di nessuna parola. Solo di corpi. Idea potente, senza ombra di dubbio. Lo vedremo nei nostri cinema? Non penso proprio. Ma teniamo gli occhi aperti. Di seguito il trailer

– Passiamo a Locarno. Ho dovuto fare una cernita, precisa tra i film dei vari festival. Ho voluto, anzi. E forse è meglio così. E’ meglio suggerire solo qualche titolo, qualche nome. In fondo citare quattro film (come facevo in precedenza) per ogni festival, forse era una forzatura. Poco importa. Proseguiamo con Pedro Costa, con l’ ultimo interessantissimo film del cineasta portoghese. Film di cui ho letto recensioni tanto entusiaste quanto bocciature. Addirittura ho letto di qualcuno che è rimasto irritato. Vedremo (quando?). Di seguito la conferenza dal festival svizzero.

– Ancora Locarno. Con due titoli. Come ho detto Locarno quest’ anno mi ha sorpreso parecchio. Listen Up Philip si Alex Ross Perry, opera seconda, di un giovane cineasta indipendente. Altro titolo imprescindibile ovviamente il Pardo d’ oro, ovvero  From What is Before. L’ ultimo film di Lav Diaz.

– Ci sarebbe molto altro dal festival svizzero. Ma vista la scarsa probabilità che almeno uno dei film in competizione a Locarno finisca nelle nostre sale, e la scarsissima probabilità che cari lettori non vi siate troppo annoiati vi lascio al trailer del film che più di tutti ha destato la mia attenzione al festival veneziano. Im Keller di Ulrich Seidl.

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