un’ altra visione di visione di vedere

I Colori della Passione era stato un miracolo. Un chiaro esempio, per chi scrive, di che cosa sia una rivelazione; un film che non ti aspetti. Innanzitutto non ci si aspettava nella rappresentazione di un quotidiano, fisso, stabilito come quello di un dipinto la naturalezza composta e realistica tipica della ritrattistica cinematografica; almeno non in un opera trasversale e “democratica” che sceglie di imitare i contorni brugheliani dello stato delle cose. Poi, secondo, ma non secondo per importanza, un suadente discorso tra cinema, Arte e spettatore; che trovava spazio tra il racconto dei destini dei personaggi e i silenzi di questi ultimi. Ed è proprio da qui, da quella che potremmo definire una costante del cinema di Majewski, che il cineasta polacco comincia a costruire le fondamenta per il suo film seguente, Onirica- Field of Dogs. E già dal titolo, decisamente presuntuoso, lo spettatore, intimorito se non imbarazzato, intende a cosa va incontro.

Svuotiamo subito il campo da qualsiasi fraintendimento: Majewski non glissa il successo, totale, del suo precedente lavoro. Non riesce ad essere tanto incisivo, deciso, compiuto nella sua rappresentazione del cammino, che ha perduto la retta via, della nostra esistenza. Ricordiamolo pure, questa volta il regista polacco alza l’ asticella, o semplicemente approfondisce, la dimensione avventurosa e provocatoria che contraddistingueva I Colori della Passione, fronteggiando il testo capitale di Dante, la sua Commedia. I suoi intenti sono nobili: quali paure, angosce, inquietudini l’ uomo moderno condivide con quello medievale? cosa è cambiato? come ci approciamo oggi agli Assoluti medievali? quali sono i nostri assoluti?

Come si sarà già capito, la sfida di Majewski si sposta da una dimensione prettamente stilistica, che non escludeva, ma semplicemente teneva lontano, il nucleo semantico, senza opprimerlo, ad un apologo  sulla vita. Senza rinunciare, all’ unicità, all’ individualismo intrinseco del testo dantesco, Majewski traduce il travaglio interiore di Alighieri in perdita, in mancanza, in apocalisse: l’ iperbole dell’ allontanamento. Il viaggio tra Inferno, Purgatorio, Paradiso in un percorso iniziatico, che parte dalla catastrofe, dall’ impossibilità di comunicare a parole il proprio malessere; che il protagonista porta nel corpo ma soprattuto negli occhi. Con quel taglio traversale, vicino all’ occhio, che gli rimane a sancire il male della perdita del suo migliore amico e della sua ragazza, morti in un incidente dal quale lui è uscito semplicemente ferito e annichilito. Oltretutto soffre di uno strano stato di insonnia e si strofina continuamente i bulbi oculari. Il tutto per consentire al regista polacco di sbizzarirsi nel mostrare allo spettatore incubi, sogni e visioni.

Se però inizialmente sembra il testo ad essere prediletto all’ immagine, in conclusione del suo discorso meta-cinematograico appare il contrario; quando i riferimenti pittorici sono chiari, non lo è la psicologia dei personaggi, quando il tasso di visionarietà è alto anche il tasso di risata, di imbarazzo. Insomma Onirica è un film che indubbiamente fatichiamo a classificare (anche per la sua indecisione su che strada percorrere veramente), ma come ci è difficile dire ciò non possiamo non ammettere che oltre una patina, seppur vetusta, fuori tempo massimo, ma pur sempre affascinante ci sia di più di un film non completamente riuscito, oppure completo ma solo a metà. Sicuramente però, bisogna riconoscerlo, solo per questa ostentata scelta, o posizione retrò viene voglia di adottarlo e di cullarselo questo strano oggetto filmico che si chiama Onirica-Field of Dogs.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: