Liebster Award

Eccomi tornato tra queste pagine, dopo un lungo letargo. Esattamente dalla fine del primo grande festival europeo: la berlinale. Ora conclusosi Cannes, ormai da qualche giorno (due per l’ esattezza matematica), mi rifaccio vivo, come un ghiro, sono andato anche io in letargo soltanto che il mio è stato tutt’ altro che auto-indotto, per così dire, ma necessario per la mia sopravvivenza scolastica. Questo mi ha impedito anche di frequentare le sale buie e misteriose dei cinema con la frequenza a cui ero abituato ma quest’ estate rimedierò, è una promessa.

Oggi colgo la palla al balzo per rincominciare essendo stato nominato a Liebster Award da Filmakersblogitalia e da Cinemaincontroluce.


 

 

Chi nominerò e vorrà a sua volta partecipare dovrà :

Ringraziare chi lo ha nominato pubblicando il link del suo blog, rispondere alle 10 domande poste da quest’ultimo, nominare 10 blog ai quali porre altre 10 domande, e ovviamente informare i nuovi nominati.

Essendo stato nominato da due blog, quindi dovrò rispondere a ben 20 domande. Fatemi gli auguri. Partiamo dalle domande di Filmakerblogitalia:

– Cosa ti ha spinto a scrivere un blog?

Direi la voglia di raccontare come la penso, di raccontare che cosa sia il cinema per me; per uno che alla mia giovane età pensa, sogna, “da grande” di diventare un cineasta, di lavorare in quel straordinario mondo che è la settima arte.

– Quale è il tuo regista preferito (che a volte può non coincidere con il migliore) e perchè?

David Cronenberg, assolutamente. Fino a qualche tempo fa mi ero dato al culto divistico di Nicolas Winding Refn, che ritengo ancora uno dei migliori della sua generazione, ma quell’ estetica tanto fighetta, geometrica, controllata, furbetta e geniale non fa più per me. Ovvero, stravedo per le simmetrie, i giochi intelletualoidi, le sottrazioni piuttosto che i barocchismi ma nessuno, nulla è tanto sorprendente  quanto David Cronenberg. Il suo estro e la sua voglia, ancora lucida e attiva di mettersi in gioco, sempre, in qualsiasi situazione è davvero ammirevole. Maps to the Stars, il suo ultimissimo, di cui presto avrete una mia recensione, ne è la prova chiara, limpida.

– Quale il tuo cantante/band preferita?

Lou Reed e i Velvet Underground. Senza ombra di dubbio

– Quale è la tua città preferita?

Sarò banale ma dico Parigi, e ne sono fiero.

– Qual è il tuo piatto gastronomico preferito?

Domanda difficle. Direi i tortellini, non tanto per una ragione di gusto personale quanto per una coincidenza regionale, locale.

– Cane o gatto?

Direi cane, ma non avrei tempo per prendermene cura per cui alla fine nessuno dei due. Ma non prendetemi per uno che odia gli animali, vi prego.

– Se potessi intervistare un personaggio famoso a tua scelta chi sceglieresti?

Altra domanda non facile. Forse sceglierei Ellen Page, poichè oltre a ritenerla un’ ottima attrice, penso sia una persona coraggiosa, con tanto da darci e da raccontarci. Vorrei vedere, se mai farà questo passo, un film da lei diretto; c’ è davvero bisogno di donne dietro alla cinepresa. C’ è bisogno di storie nuove, di uno scossone, proprio come dice l’ ex-prsidente di giuria di Cannes Jan Campion.

– Se si rigirasse Psycho chi potrebbe sostituire Anthony Perkins?

Ma, anche questa una bella mazzata. Penso Christian Bale, penso abbia le credenziali per poterlo fare, nel migliore dei modi.

– Chi potrebbe dirigerlo?

Scherzando sarebbe bellissimo vedere una versione di Psycho diretta da Wes Anderson, con le sue geometrie, le sue sicurezze, il suo gusto per il favolesco e il pastellato. Sarebbe unico. Ma essendo realista, direi che il miglior candidato sarebbe Ben Wheatley, uno dei grandi nuovi cineasti inglesi. In Italia lo si conosce poco ma è uno che ha sfornato davvero tanto di nuovo oggi, di questi tempi in cui ci lamentiamo del solito cinema stantio. Ecco Wheatley potrebbe sorprenderci, forse non come il maestro del brivido fece allora, sarebbe un eresia bella e buona asserirlo, ma sicuramente ci darebbe qualcosa di particolare. Qualcosa di imperfetto, come il suo ultimo Field in England, ma chi se la scorda più poi la visione di un suo film?

– Quale è l’ ultimo film che hai visto? Ti è piaciuto?

Maps to the Stars, e non è che mi abbia preso moltissimo. Anzi penso sia un film fredissimo, che vuole essere tale. Penso sia una scelta, quella di Cronenberg, una scelta audace, filosofica, non innovativa, ma nuova per il suo cinema corporale e di impatto. A presto poi approfondirò in un specifica recensione la questione. Comunque alla fine devo ammettere che sia un film che intrinsecamente è cresciuto dentro di me dopo la visione. E anche molto…

Ora passo alle domande di Cinema in Controluce:

– Librus versus Film: ha senso secondo te questo storico scontro che li vede uno migliore dell’ altro, contrapposti?

Da sempre mi impegno nel combattere i pregiudizi, i luoghi comuni di sorta. Ma l’ abitudine purtroppo non muore mai, come si dice è l’ ultima, a morire. No comunque per me non ha alcun senso e lo sostengo da molti anni. Sono convito che i due campi, quello letterario da una parte e quello cinematografico inevitabilmente convivono, si saccheggiano, si scontrano, si trovano, si baciano, si fanno la guerra ma lo fanno con due pesi e due misure, per continuare con i proverbi. Intereagiscono, si ma hanno due aree d’ azione molto diverse fra loro.

– Quale è la città più cinematografica del mondo?

La meno cinematografica ma la più suggestiva è Venezia, quella più cinematografica penso che non esista, dipende dalla sensibilità dell’ autore. Per me, la montagna, la natura, l’ infinito, l’ insondabile della foresta tropicale, ma non è una città, è solo un luogo imprecisato, una sensazione, un brivido d’ emozione.

– Con quale mezzo si esprime il tuo rapporto prediletto con il cinema: sala? home-video? download/on-demand streaming?

Anche se risulterò vetusto, dico Sala, e lo dico convinto.

– Coppia attore/regista migliore che esista?

Senza ombra di dubbio Herzog/Kinski. CI hanno regalato capolavori. L’ altro giorno ho dovuto presentare ad un circolo culturale la versione del Woyzeck diretta dal grande tedesco con il demoniaco Kinski ed è stato qualcosa di unico presenziare ancora una volta a quelle immgini.

– Quale è il tuo regista preferito? E cosa gli diresti se lo potessi ipoteticamente incontrare a tu per tu?

Per la prima parte della domanda rimando alla mia vecchia risposta. Per quanto riguarda, cosa gli direi, sinceramente non lo so. Forse non riuscirei a spiaccicare parola, un po come Gosling in Only God Forgives, impassibile dalla contentezza.

– Se la tua vita fosse un film quale sarebbe?

Mi piacerebbe fosse Una Storia Vera di David Lynch, direi. Ma del resto non saprei, così su due piedi.

– Quale è il film di cui ti vergogni un po ma che ami?

Showgirl di Paul Verhoeven

– Un film che odi? Perchè?

Hunger di McQueen, insopportabile, ipocrita, falso, furbo. E mi basta per detestarlo.

– Il cinema è un invenzione senza futuro?

Se non lasciamo spazio a chi qualcosa di nuovo vuol dircelo si, altrimenti invece le cose cambieranno. Abbiamo bisogno del cinema, dico sul serio.

– Che mondo e che vita sarebbe senza cinema?

Per me una vita e un mondo vuoti.

Eccoci ora arrivati, ai 10 nominati:

Cinemaincontroluce

Filmakerblogitalia

Locatellicinema

pollockflight

letrameincompiute

dellasstessasostanzadicuisonofattiitotani

fotogrammid’autore

secondavisione

cinemabendato

emmaci

Ecco invece le mie 10 domande:

Che senso hanno i festival del cinema per te?

Il cinema italiano, dove è andato a finire?

Chi è un nuovo autore da tenere d’ occhio?

Chi invece dei vecchi si è fossilizato, troppo?

Quale è il tuo attore preferito?

Cosa centra la filosofia con il cinema. nulla, qualcosa, tutto?

Musica. il rapporto che il cinema ha con la musica, per te.

Un regista senza Palma d’ oro che l’ avrebbe dovuta vincere sosltanto perchè è lui.

Il film che ti ha cambiato la vita.

Il film più mediocre, che ricordi.

 

 

 

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One thought on “Liebster Award

  1. lupus.sine.fabula ha detto:

    eccomi qui a ritirare il premio…. grazieeeee!

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